Smart city, ovvero la sfida per le città del futuro

Pubblica ammistrazione dialogo semplice con cittadini,territorio,imprese
Progetti SmarCity

BresciaOggi.it, lunedì 10 settembre 2012
INTERNET, pagina 7

Smart city, ovvero la sfida per le città del futuro

Raimondo Bruschi
servizi-internet.eu

Città più vivibili grazie alla tecnologia. Sono passati cinque anni da quando per la prima volta nella storia la popolazione urbana delle città ha superato quella che abita nelle campagne. Questo traguardo sintetizza le sfide che gli amministratori degli agglomerati urbani dovranno affrontare nel prossimo periodo: progettare servizi e infrastrutture che riescano a gestire razionalmente tutte le necessità dei loro abitanti.

Per fortuna gli amministratori non saranno soli.
È sufficiente un´applicazione gratuita per Smartphone (DecoroUrbano) per segnalare strade dissestate, lampioni bruciati, atti di vandalismo o incuria.
Quanti soldi può risparmiare un Comune raccogliendo in maniera automatica queste segnalazioni?

Soldi risparmiati soprattutto nell´immagine percepita di un´amministrazione: i cittadini non passano più il loro tempo a lamentarsi di ciò che non va, ma contribuiscono a migliorare l’ambiente circostante.

ANCHE BRESCIA si candida a Smart City, città intelligente.
Tra pochi mesi sarà attiva la metropolitana che contribuirà alla mobilità sostenibile. L´economia si sta muovendo in settori come startup e internet che non erano tradizionali nel portafoglio locale, con dei buoni risultati. Anche l´Aib (Ass. Indutriali) sta ponendo l´attenzione ai settori emergenti.

La pubblica amministrazione abbassa il dialogo con i cittadini, lo rende più semplice. Assessori e consiglieri da tempo hanno aperto blog e pagine su social network. Ora anche gli uffici amministrativi stanno seguendo o li seguiranno. I rifiuti, l´ecologia, sono temi complessi che il territorio deve affrontare con capacità inclusiva. Se gli strumenti tecnologici permetteranno di aprire canali di dialogo, sarà anche quello un successo da annoverare nella visione di Smart City.

 

Digitalia, Brescia è pronta «Startup, momento decisivo»

di Giovanni Armanini su Bresciaoggi.it di domenica 02 settembre 2012 , pagina 12

In città sono attive tre società che a diverso titolo fungono da «incubatori» di nuove opportunità

Gafforini: «Segnali positivi» Bruschi: «Qualche dubbio sul capitale delle nuove srl» Dattoli: «Bene, è a costo zero»

L´agenda digitale si farà. In attesa di vedere nero su bianco le misure di Digitalia, pensate dal governo Monti in materia di incentivi alle nuove iniziative aziendali innovative, anche Brescia si interroga e sembra promuovere – non senza qualche riserva – le idee che il ministro Corrado Passera sta cercando di concretizzare attraverso la task force al lavoro in questi mesi.

IN CITTÀ operano – con diversi modelli di business e a diverso titolo – tre realtà che fanno sostanzialmente da «incubatori» di nuove iniziative aziendali. Sono:

Talent Garden di Davide Dattoli, che parte dall´idea del coworking per creare sinergie operative e ospitare nuove idee
Officina Strategia, che opera nel mondo della consulenza aziendale e fa riferimento a Marco Gafforini per quanto riguarda le nuove idee imprenditoriali
Servizi internet, guidata da Raimondo Bruschi, che ha già all´attivo grazie ad una esperienza più che decennale una decina di brand attivi su internet e già in grado di creare lavoro e reddito nel tempo.

Intorno a loro si muove il web bresciano e non solo

Decreto per la ripresa
Brescia è pronta

Sabato saranno sintonizzati certamente con San Stino di Livenza dove H-Farm, una delle realtà più vicine alla task force di Passera, presenterà ufficialmente alle 17.30 in piazza Goldoni quelli che saranno i contenuti del decreto.

PROPRIO I PASSI OPERATIVI sono l´aspetto che più interessa a Dattoli. «L´agenda è ferma, si sta muovendo Passera, ma aspetto l´operatività per dare giudizi» spiega, pur anticipando un giudizio complessivamente positivo: «Mi piace il fatto che ci sia un impegno a costo zero che tuttavia può generare valore, questo almeno da quanto è emerso fin qui».

ALCUNI PASSAGGI SPECIFICI convincono particolarmente Gafforini – alle prese in questi giorni con una nuova iniziativa nel mondo del wedding, dopo essersi interessato di organizzazione familiare e audioguide turistiche – in particolare: «Le misure relative ai contratti di lavoro, alla possibilità di usare equity per pagare chi collabora con la startup ed alle agevolazioni fiscali per chi investe.
L´importante poi sarà che l´applicazione di queste novità non sia appesantita da incombenze burocratiche tali da far desistere lo startupper, che dovrebbe concentrare i suoi sforzi nella creazione di un qualcosa di nuovo e rivoluzionario piuttosto che su pratiche burocratiche».
Ovviamente anche Gafforini lascia il giudizio sospeso fino alla parte esecutiva, anche se chiama tutti a raccolta evidenziando: « Ciò che manca e non può essere fatto per decreto è la creazione di quell´ecosistema virtuoso che riunisce startupper, università (non quelle imbalsamate che abbiamo, ma centri di ricerca in cui i professori sono i primi fautori dell´innovazione e favoriscono i contatti col mondo esterno) e investitori».

PARTE INVECE da un dato che non lo convince Bruschi, secondo cui: «La possibilità di aprire srl con un euro è una illusione, perchè si trascura il fatto che il capitale in una impresa è sempre assai importante». Per lui il valore è soprattutto in altri passaggi: «Mi interessano ad esempio le esenzioni Irap che rappresentano incentivi concreti e misurabili, ma per il resto non si può dire che ci siano passaggi negativi: il problema sarà quello di valutare le applicazioni».
In tema di posta certificata (il governo pensa ad un domicilio digitale obbligatorio per tutti i cittadini) ad esempio la sua società ha un sito attivo da tempo (guidapec.it) che spiega come creare e usare la posta certificata.
E lui stesso aveva contribuito all´elaborazione suggerendo una sorta di tutoring: aziende tradizionali sgravate di costi fiscali in cambio di ospitalità a nuovi creativi con una idea da realizzare. «Sarebbe un beneficio per tutti – conclude Bruschi – capace anche di fermare il problema giovanile della fuga di cervelli, mantenendo i migliori per rinnovare l´impresa italiana». 

 

Salvare gli alberi si puo’ con faxtomail.it

Mentre il caldo e il mese di Agosto, suggeriva a molti di usare mezzi di trasporto per raggiungere lidi vacanzieri:

http://www.faxtomail.it/ nell’attivare i suoi servizi, dedicava parte dei suoi ricavi per piantare nuovi alberi, che contribuiranno a ricostituire parte del danno causato all’ambiente.

Vedi http://www.faxtomail.it/faxtomail-pianta-alberi.asp
fino al 21 Settembre !

Premi per retwittare questo filmato ->      

Intelligenza collettiva: una questione aziendale

BresciaOggi.it, lunedì 27 agosto 2012
INTERNET, pagina 7

Intelligenza collettiva: una questione aziendale

Raimondo Bruschi
servizi-internet.eu

Internet ha permesso la creazione di iniziative che hanno usato l’intelligenza collettiva di numerose persone per raggiungere obbiettivi prima impensabili. La più grande enciclopedia del mondo, Wikipedia.org, si basa sulla passione e il lavoro volontario di milioni di collaboratori che hanno apportato 20milioni di voci e 77 milioni di pagine (modificate 1 miliardo e 200 milioni di volte). Il numero degli utenti registrati all’inizio dell’anno era di 32 milioni di utenti.

Intelligenza collettiva
Intelligenza collettiva

Quanto wikipedia.org ha fatto risparmiare alle imprese e all’economia mondiale?
Il suo impatto è incalcolabile, anche solo nella velocità di risparmio di tempo nel trovare informazioni che in alcuni campi (come quello scientifico e informatico) sono più accurate dell’Enciclopedia Britannica.
L’utilizzo dell’intelligenza collettiva si può usare anche a livello aziendale e non solo per progetti senza scopo di lucro.

Per farlo si possono lanciare dei concorsi di idee. Tipico esempio è il caso dell’industria del turismo, dove sono
molte le amministrazioni pubbliche che hanno lanciato concorsi di fotografie: si iscrivono decine di partecipanti
che fotografano gli angoli più belli del territorio, fotografie da riutilizzare per cataloghi, brochure, siti internet
e la comunicazione in generale.
Similmente, le aziende private possono provare a lanciare richieste di idee e affidare il lavoro a chi presenta quelle migliori. È un metodo ormai ampiamente diffuso nella pubblicità e nella comunicazione.

Il modello per funzionare deve offrire ai partecipanti qualcosa di valore:
non necessariamente economico, anche la sola possibilità di essersi messi in competizione (pur senza vincere) può essere uno stimolo sufficiente in molti settori. Il

per l’imprenditore è la possibilità di vagliare tra numerose alternative e scegliere quella che viene considerata più efficace.

 

E-commerce fai da te? Occhio ai regolamenti

e comm fuori legge ?Bresciaoggi.it lunedì 13 agosto 2012
INTERNET, pagina 22

E-commerce fai da te? Occhio ai regolamenti

Raimondo Bruschi
servizi-internet.eu

Essendo l´Europa un mercato unico, è normale che le direttive europee relativamente al commercio vadano nella direzione di assicurare le stesse garanzie agli acquirenti in ogni Paese dell´Unione.

Recentemente la Corte di Giustizia si è espressa sulla protezione dei consumatori nei contratti a distanza (05/07/2012) e ha ribadito quello che era stato già sancito (e molto spesso trascurato).

In pratica ogni volta che un consumatore fa un acquisto a distanza, dovranno essergli fornite determinate informazioni: identità del fornitore e, in caso di contratti che prevedono il pagamento anticipato, indirizzo del fornitore; caratteristiche essenziali del bene o del servizio; prezzo del bene o del servizio, comprese tutte le tasse o imposte; eventuali spese di consegna; modalità di pagamento, consegna o esecuzione del contratto; esistenza del diritto di recesso.

La difficoltà principale, per tutti i venditori Ecommerce, sta nel modo in cui queste informazioni devono essere fornite: non è sufficiente metterle a disposizione attraverso un collegamento ipertestuale a un sito Internet dell´impresa interessata, ma devono essere ricevute dal consumatore su un supporto duraturo. Che non è il sito internet dell´impresa, modificabile in qualsiasi momento.

Da tempo esistono in Internet servizi che si occupano di rendere immodificabile il contenuto di un documento, certificando anche la data di creazione, ma nulla di abbastanza semplice per essere immediatamente fruibile ai venditori.
Nel giro di pochi giorni è nata quindi la versione di prova di un servizio che va a risolvere tutti i problemi di firma di un contratto a distanza, a cominciare dalla «fornitura su supporto durevole» delle condizioni di un contratto.

Si chiama linkok.eu ed è destinato a diventare lo standard del sistema.

Facebook durante il lavoro

Bresciaoggi.it lunedì 30 Luglio 2012
INTERNET Pagina 6

Facebook durante il lavoro Esperienza da incoraggiare

Raimondo Bruschi
servizi-internet.eu

Facebook durante il lavoro Esperienza da incoraggiare
Trasformare l´uso dei social network da parte dei propri dipendenti in un´occasione di promozione

Quando Internet è entrata nei nostri uffici, noi amministratori fin da subito ci siamo posti il problema di capire come usare questo strumento per la produttività senza offrire ai nostri dipendenti ottime scuse per perdere tempo.
La navigazione, è ovvio, può portare a enormi distrazioni. Oggi in un ufficio è molto difficile però stare senza la possibilità di navigare.

C´è chi ha deciso di chiudere del tutto l´accesso a determinati siti. Altri invece hanno trasformato l´uso dei social network da parte dei propri dipendenti in un´occasione di promozione aziendale.
In Servizi Internet abbiamo molti brand e servizi, quasi tutti molto noti nel panorama nazionale. Usiamo Facebook, Twitter, Youtube e altri canali come Google plus per raccontare la nostra vita quotidiana, cosa fanno i dipendenti, ci fotografiamo e mostriamo come le persone (Linkedin) siano il vero valore aggiunto in un´azienda come la nostra

Fin dall´inizio ci siamo posti un problema etico non da poco. Un conto è creare una pagina ufficiale di un´azienda e decidere chi la aggiorna. Ma come porsi nei confronti dei dipendenti che possiedono un loro profilo sui social network e di cui vorremmo avere i commenti, che diffondessero le notizie e le foto aziendali e che promuovessero le iniziative?

Abbiamo chiesto ai dipendenti di crearsi, oltre al profilo personale sui social network, uno aziendale. Chi non ha voluto, ha continuato a usare i social network con l´accortezza di essere politically correct nei confronti dell´azienda: gli chiediamo di fare “mi piace”, di commentare in senso positivo le nostre iniziative e caso mai non le condividesse di non dire nulla.
In questo modo sempre più persone , simili a noi, ci trovano sui social network e sanno che in azienda ci sono persone che ogni giorno lavorano, per gestire e mantenere i servizi.

 

Impresa a Prova di Futuro

Lettura riservata a chi si interessi di strategia aziendale e voglia guardare al suo futuro (nel settore dei servizi e per molti punti anche altri) Il resto e’ destinato a combattere con il quotidiano alla ricerca dello stipendio fisso, volente o nolente.

http://meedabyte.com/2012/07/12/the-future-proof-enterprise-how-to-create-resilient-enduring-and-meaningful-businesses/#italiano

in chiusura pubblica 10 comandamenti:

  1. Non aver paura di cambiare.
  2. Guardare avanti con un’idea di sostenibilità globale.
  3. Non creare gap artificiali.
  4. Fare prodotti hackerabili in modo che l’utente possa trasformarli in qualcosa di perfetto per lui (es: l’iPhone con le app che lo hackerano continuamente).
  5. Dimenticarsi del proprio vantaggio competitivo.
  6. Trasformarsi in una piattaforma.
  7. Co-disegnarsi per diventare l’impresa che le persone si aspettano.
  8. Creare tribù, cioà trasformare i clienti in supporter e ambasciatori.
  9. Inspirare i supporter.
  10. Stare dalla parte giusta con una scelta di campo.

Buona lettura

Ecommerce, cosa c´è dietro alla crescita

Bresciaoggi.it lunedì 16 Luglio 2012
INTERNET Pagina 7

Ecommerce, cosa c´è dietro alla crescita?

Raimondo Bruschi
servizi-internet.eu

L´ecommerce è in aumento, in crescita del 18% sullo stesso trimestre preso in analisi nel 2012 rispetto al 2011.

Due sono i fattori principali che balzano agli occhi: la normale evoluzione nell´uso delle tecnologie, e la crisi che spinge le aziende a cercare opportunità in nuovi lidi ove trovare sbocchi commerciali. Non solo questo.

Come mai tanti e.commerce ora ?
Come mai tanti e.commerce ora ?

Diverse iniziative commerciali hanno contribuito a convincere le aziende a puntare sull´on line, anche in settori che prima non erano stati interessati. I sistemi di scontistica (Groupon, Groupalia, tanti altri) hanno avuto un grande successo non appena sono nati anche perché hanno fornito per la prima volta la possibilità di vendere non solo prodotti, ma anche servizi: l´impatto dell´ecommerce è quindi cresciuto notevolmente. Anche settori come quello medicale sono stati coinvolti dal sistema di scontistica: gli utenti finali non viaggiano più nei paesi dell´Est per cercare un dentista a buon mercato, ma si comprano i buoni sconto da condividere con gli amici per avere i denti più bianchi o addirittura impianti dentali in titanio. Una forma di pubblicità in cui il dentista preferisce vendere i buoni sconti anziché acquistare pubblicità sulle vecchie pagine gialle. Il cliente tornerà, a prezzo pieno, la prossima volta. Le barriere all´ingresso crollano, nuovi soggetti entrano più facilmente nel mercato.

I coupon consentono di farsi conoscere a un pubblico vasto, con costi contatto o di acquisizione contenuti, per poi proporsi a un pubblico più consapevole del valore sia del prodotto che del fornitore. L´ecommerce è una scelta che permette di acquisire nuovi clienti a cui destinare una comunicazione mirata, profilata in base agli interessi del consumatore, economica quanto una email, in modo da risparmiare sui costi di gestione e determinare eventualmente prezzi più accessibili.

Startup per non vedenti idee che cambiano la vita

BresciaOggi.it, lunedì 18 giugno 2012
INTERNET, pagina 6

Sistemi chiusi: problemi o risorse per le aziende?

Raimondo Bruschi
servizi-internet.eu

Una persona non vedente che cammina nel bosco. Un signore cieco che, con l’aiuto del proprio bastone, prende l’autobus in autonomia e sa perfettamente quando scendere alla fermata giusta.


Cosa hanno in comune queste due persone, oltre all’impossibilità di usare il senso che ci permette di distinguere forme e colori? Entrambi hanno in mano uno smartphone, un cellulare evoluto e Ariadne Gps, un’applicazione che permette di capire dove si trovano in quelmomento e li guida nel buio perenne che accompagna la loro vita.

Ogni anno la Apple, azienda produttrice diIphone e Ipad, racconta le migliori novità aziendali in una conferenza.
Il 12 giugno si è tenuta la prima dell’era post Steve Jobs,storico fondatore e guida.

Questa presentazione fa riflettere su come la tecnologia può cambiare la vita di milioni di persone.
Nell’ultimo periodo c’è stato un granfiorire di discussioni attorno a startup, aziende nate per lanciare applicazioni per cellulari o per facebook, spesso impegnate nel promuovere innovazione e ricerca.
Le discussioni si sono moltiplicate dopo gli annunci di acquisizioni milionarie di piccole startup di successo,che in poco tempo avevano conquistato milioni di affezionati e utilizzatori, come Evernote e Instagram, o comunque attirato l’attenzione dei colossi del settore, come la giovanissima italiana Glancee.

Il bolognese Giovanni Luca Ciaffoni che ha creato Ariadne Gps ha usato come palcoscenico la più importante
conferenza della Apple,ma lo ha fatto con un lancio inatteso, senza conferenze stampa dedicate, un sobrio minuto e mezzo in cui cammina in mezzo ai portici del capoluogo emiliano insieme ai suoi amicinon vedenti.

Come dire che, in fondo, quello che conta è cambiare il mondo, non annunciarlo.

La rivoluzione della stampa grazie alla terza dimensione

Bresciaoggi.it lunedì 21 maggio 2012
INTERNET Pagina 60

La rivoluzione della stampa grazie alla terza dimensione

Raimondo Bruschi
servizi-internet.eu

20120524-001509.jpg
La rivoluzione della stampa grazie alla terza dimensione

Una macchina del teletrasporto a meno di duemila euro.
Permette di realizzare prototipi industriali a costi ridottissimi.
Lascia intravedere un futuro di arti e protesi di plastica costruite su misura in cantina, dove una volta i laboriosi valtriumplini posizionavano il tornio.

Molto spesso la fantascienza anticipa scenari che poi di colpo arrivano sul mercato.

È stato così per la musica, dalla metà degli anni Novanta tutti hanno potuto stamparsi in casa i propri cd. E ora un´altra rivoluzione ha iniziato a bussare alle nostre porte.

Le stampanti oggi non servono più solo a far uscire l´inchiostro su fogli di carta, ma piccoli strati di materiale che si somma strato dopo strato.

Sui computer che oggi usiamo per scrivere e navigare in internet, è quindi già possibile utilizzare programmi di progettazione di oggetti e collegarli a stampanti 3D che presto entreranno in tutte le aziende e poco dopo in tutte le case.

Avrà ancora un significato andare dal dentista, o basterà mettere la nostra bocca davanti alla videocamera del computer per vedere uscire una dentiera su misura pochi minuti dopo? E i pezzi di ricambio? Compreremo il progetto del parafanghi della nostra auto, ce lo stamperemo, senza costi di trasporto, senza attese, senza corrieri che arrivano sempre quando non siamo in casa.

Con la stampa 3D i prodotti sono davvero on-demand.

La tecnologia non permette ancora processi su scala industriale, per problemi di controllo di qualità e di sicurezza. Ma la stampa 3D viene già usata in industrie chiave, come la aerospaziale, o nell´edilizia fai da te, con le prime case costruite partendo dal compensato e addirittura i modelli scaricabili gratuitamente.

Oppure possiamo sempre mettere il cioccolato al posto della plastica, e la ricetta della torta a più strati ci farà fare un figurone alla prossima festa.

 

Tutto quello che dovreste sapere sulle mail.

BSnews.it Venerdi 18 Maggio 2012

Bsnews.itServizi internet inaugurano questa settimana un appuntamento su domande e risposte dedicate alla tecnologia, con un taglio di aiuto per problemi troppe volte dati per scontati. Voi lettori potete porre le vostre domande dedicate agli argomenti nei commenti a questo articolo.

Questa settimana cominciamo con la Posta elettronica.

Articolo riprodotto anche nei contenuti integrali in formato PDF a questo link:
Tutto quello che dovreste sapere sulle mail. Via al corso di Servizi internet e Bsnews.it – BsNews.it

 

Facebook: entra in Borsa una nazione popolatissima

Bresciaoggi.it – Lunedì 07 maggio 2012
INTERNET, pagina 8

articolo su bresciaoggi.it del lunedì 07 maggio 2012 sezione INTERNET, pagina 8
Facebook: entra in Borsa una nazione popolatissima

Facebook: entra in Borsa una nazione popolatissima

Raimondo Bruschi
www.servizi-internet.eu

Una delle nazioni più popolose del mondo, seppur virtuale, sta per arrivare in borsa e lo fa con cifre da capogiro.
Attorno alla metà di maggio, probabilmente il 18, il social network Facebook forte di 850 milioni di utenti (dichiarati) dovrebbe mettere all´asta 337,4 milioni di titoli, con un prezzo d´azione attorno ai 30 dollari (c´è chi si spinge a dire 35).
Un valore potenziale di 96 miliardi.

CHI VUOLE investire in borsa, dovrebbe oggi comprare un´azione di Facebook?

Si possono citare numerosi casi di investimenti nelle società tecnologiche che hanno portato rendimenti grandiosi.

Il Financial times lo scorso marzo ricordava che un lettore di musica digitale Ipod dell´azienda Apple costava 399 dollari. Gli stessi soldi, investiti in azioni della Apple, oggi sarebbero diventati 26mila. Ovviamente un investitore che sceglie il cavallo giusto, a posteriori ha sempre ragione.

Oggi la crisi economica è sotto gli occhi di tutti, il rischio di una nuova bolla speculativa sulle cosiddette Startup (nuove aziende, di solito nel settore tecnologico) è reale. In questo contesto sentire parlare della quotazione di Facebook, un´azienda che esiste “già” da otto anni, sembra quasi di sentire parlare di qualcosa di vecchio.

Le ere digitali sono momenti che fotografati nell´istante sbagliato offrono panorami completamente diversi. Gli anni ottanta sono stati dominati da Ibm, i novanta da Microsoft, l´inizio del millennio da Apple e Google per poi vedere queste due aziende competere nel fiorente mercato dei sistemi operativi mobili. MySpace ha inventato i social network, arrivando a essere comprato per 580 milioni nel 2005 e svenduto per 30 milioni pochi mesi fa.

Anche i dinosauri si sono estinti, e probabilmente nessuno l´avrebbe previsto.

 

Come si crea l´applicazione da un miliardo di dollari ?

Bresciaoggi.it lunedì 23 aprile 2012 INTERNET, pagina 60
Come si crea l´applicazione da un miliardo di dollari

Bresciaoggi.it lunedì 23 aprile 2012 INTERNET, pagina 60

Come si crea l´applicazione da un miliardo di dollari ?

Raimondo Bruschi
www.servizi-internet.eu

In un periodo di crisi realizzare e uscire dalla bufera è il sogno di molti. Non tutti però hanno fatturati stratosferici, un forte brand consolidato, competenze introvabili, presenza in un mercato di nicchia e per un prodotto unico!

Eppure le buone idee possono funzionare anche in settori, come la fotografia, dove falliscono i leader storici (Kodak) e il fotografo sotto casa piange i dolori delle macchine digitali che non fanno più vendere pellicole e stampe.

È SUCCESSO a una azienda con 12 dipendenti, 20 mesi sul mercato, 0 dollari di fatturato.
Accade quando l´idea alla base dell´azienda è sufficientemente buona da far innamorare una manciata d´investitori e, poco dopo, 30 milioni di utenti che vogliono fotografare ogni cosa.

Può essere questo tipo di innovazione la via d´uscita dalla crisi, prendere un prodotto vecchio come le fotografie per declinarlo in chiave sociale e digitale?

Instagram, il nome dell´azienda acquisita dal social network Facebook, è una semplice applicazione per cellulari. Creata in otto settimane, meno di un anno dopo era già utilizzata per condividere 150 milioni di fotografie, trasformate in opere d´arte con l´utilizzo di filtri grafici digitali semplici da usare. Il suo prezzo d´acquisto è un miliardo di dollari.

Una piccolissima applicazione come quella prodotta da Instagram ha generato decine di applicazioni (potenzialmente per altre decine di piccole aziende e esponenziali nuovi posti lavoro) che sfruttano le sue peculiarità, come l´italiana Followgram.
Proprio come l´indotto delle aziende dell´economia «reale», queste acquisizioni fanno sperare in fortune ai suoi ideatori e il miracolo di crescità e occupazione, a tutte queste piccole aziende o lavoratori, in cui possiamo riconoscere anche molti di noi.