Dai, non vengo cosi male in video, pensavo peggio !
Il mio intervento a Pisa IF2012, dal punto 1h28m a 1h42m ed a seguire il confronto
Utile guardarlo se qualcuno vuol capire qualcosa di StartUp e cosa sia il modello http://www.servizi-internet.eu/ ,oltre al puro Hosting e Housing che ci ha permesso di costruire un ambiente che fa crescita e occupazione reale !
Non solo le amministrazioni pubbliche nazionali hanno mostrato negli ultimi mesi interesse verso le nuove imprese innovative, le cosiddette Startup. Molti si ricorderanno che la scorsa estate il Governo ha chiamato a raccolta un gruppo di esperti (la cosiddetta Task Force) per suggerire provvedimenti da adottare per stimolare la nascita e la crescita delle Startup in Italia.
Nelle scorse settimane la stessa cosa è successa anche a Brescia, dove un panel di esperti locali provenienti da diversi settori (informatica, ingegneria, economia in generale, giornalismo) hanno iniziato a riunirsi per discutere di Startup.
Gli esperti hanno dato la disponibilità a titolo gratuito.
Lo scopo del gruppo bresciano è quello di valutare diversi progetti, per ora ne sono stati presentati una ventina, e sceglierne alcuni da aiutare a essere formalizzati per partecipare a un bando del Ministero dell´università e della ricerca (Miur).
Il bando del Miur è destinato a finanziare progetti che offrano soluzioni a problemi delle città odierne. I progetti presentati per ora spaziano dall´interazione tra cittadini e pubblica amministrazione, passando da trasporti e mobilità, turismo, domotica, gestione dei rifiuti, scuola, architettura sostenibile e molto altro. Sono i temi delle Smart cities, ovvero le città intelligenti su cui è necessario confrontarsi per rendere più vivibili i grandi spazi urbani.
Il punto di partenza è molto interessante: un gruppo di esperti a titolo gratuito, giovani e meno giovani che presentano delle idee, l´amministrazione locale che li aiuta a farli diventare un vero e proprio progetto, le istituzioni pubbliche di più ampio respiro dedite alla ricerca e all´innovazione che li finanziano e li sostengono nella seconda fase.
Un´unione tra pubblico e privato con l´obbiettivo di migliorare la vita di tutti.
L’Italia si sta riempiendo di giovani e meno giovani alle prese con la loro idea di impresa innovativa.
A Brescia una serie di soggetti diversi si stanno muovendo per dare spazio, respiro, visibilità e formazione a chi sta provando l’affascinante percorso di fondare la sua azienda. Le università sono piene di giovani che si presentano a eventi come Startup Weekend, con entusiasmo e voglia di fare. Negli eventi dedicati alle startup c’è sempre la distinzione basilare tra coloro che arrivano per presentare solo un’idea, e coloro invece che hanno già compiuto i primi passi, come la realizzazione di un prototipo nel caso di prodotti fisici o di una versione beta test nel caso di software/applicazioni per cellulari.
Exit o Impresa ?
Startup weekend è un evento di quelli dedicati esplicitamente a chi ha solo un’idea, solitamente innovativa; molto spesso nel settore internet o mobile anche se non è necessario. Chi presenta la sua idea è una persona che non deve per forza avere le competenze per realizzarla. Anzi, gli eventi per le Startup servono proprio per trovare «i pezzi mancanti» che abbiano le capacità che mancano al fondatore-ideatore.
A chi ha solo un’idea in testa, possiamo dare un consiglio di poche parole: «Brevettala!».
Per ottenerlo non occorre disporre di un prototipo, ma solo sapere come l’oggetto o il sistema deve essere realizzato ed essere in grado di descriverlo. Le caratteristiche devono essere novità e originalità, oltre alla possibilità di diventare un prodotto industriale (quindi non artigianale) e legale. La procedura burocratica potrebbe sembrare complessa, eppure è un’ottima strada per non solo per difendersi ma anche per guadagnare dalle proprie idee. Un brevetto può aiutare a sentirsi liberi di diffondere le proprie idee senza il timore di vederle scopiazzate senza avere alcun profitto.
La premessa di Startup weekend è quella di passare al gradino successivo: gli innovatori sono coloro che oltre ad avere buone idee, riescono anche a realizzarle. Chi non sa come realizzare la propria idea, ha bisogno di qualcuno che faccia parte della sua squadra, un socio nella sua nuova impresa. Spesso sono le persone di cui si circonda l’innovatore a rendere possibile la riuscita della propria Startup. Non basta una visione, serve il lavoro.
Andare a presentare le proprie a eventi per startupper serve proprio a trovare quegli elementi che ancora mancano. Si parte dall’idea, si costruisce la squadra, si comunica. In queste occasioni si dice chiaramente: «Voglio raggiungere questo obbiettivo, e per farlo ho bisogno di…». Al posto dei punti possono esserci competenze, oppure i soldi necessari per l’avvio. Oppure una struttura, un advisor, qualcuno di esperto che possa aiutare la Startup a diventare davvero un’azienda.
Non necessariamente ci si deve proporre a potenziali investitori che prendano una quota importante della società in cambio dei soldi necessari per l’avvio e pagare le prime spese. Una soluzione potrebbe essere quella di rivolgersi a un’azienda già esistente e iniziare una collaborazione. Il tasso mortalità delle nuove imprese, purtroppo, è altissimo. Gli errori sono comuni: inesperienza, lancio di un prodotto senza aver analizzato il mercato e i potenziali clienti, i primi soldi che se ne vanno per costituire la società e le questioni burocratiche amministrative, le banche che non concedono credito o lo fanno a tassi impossibili per una nuova impresa.
Le Startup nascono ma facilmente anche muoiono e quelle che arrivano agli onori della cronaca in positivo sono una minoranza. Appoggiarsi a un’impresa esistente, farsi “adottare” come abbiamo raccontato nel libro “adotta una Startup” disponibile gratis su internet, è una soluzione che cerca di aggirare gli ostacoli iniziali con l’aiuto di chi ce l’ha già fatta e ha molto da insegnare.
Un´azienda dovrebbe sempre puntare ad avere il controllo della tecnologia che utilizza. Questo non è sempre possibile. Sicuramente è sconsigliabile, dal punto di vista economico, scegliere un fornitore la cui politica commerciale cozzi con quella di un investimento di medio termine.
Scelte alternative tra Apple e Android
A pochi giorni dal lancio dell´ultimo telefono Apple, l´Iphone 5, è necessario riflettere su come Apple abbia fatto la sua fortuna basandosi su un sistema chiuso, una catena completa dalla produzione alla distribuzione: solo determinati prodotti (i suoi) possono comunicare con determinati software e informazioni digitali (il suo negozio on line, le sue applicazioni) e venduti solo nei suoi negozi autorizzati.
Un sistema chiuso è un problema per un´azienda. Se si volesse integrare nei telefoni aziendali un´applicazione a uso esclusivamente interno, si dovrebbe comunque attendere l´approvazione dall´Apple store prima di poterla usare. Se Apple decide di aggiornare tutti i sistemi operativi automaticamente, alcune applicazioni chiave dell´azienda potrebbero non funzionare più.
Diversa la tutela di chi sceglie sistemi aperti. Una maggiore interoperabilità è garantita a chi usa ad esempio Android, ormai presente su milioni di telefoni inclusi quelli della concorrente del momento nel campo della telefonia, Samsung. Un programma può essere scritto e subito caricato sul telefono. Non c´è obbligo di aggiornamento.
Se Samsung fallisse, si può cambiare produttore e tenere lo stesso sistema operativo. Pensiamo alle elezioni statunitensi: quattro anni fa, solo quattro, tutti erano affascinati dal team di Obama che grazie al BlackBerry di Rim era in costante contatto con milioni di elettori. Sono però molte le aziende pentite di aver scelto Rim, che non è riuscita a stare al passo con i tempi.
Un gruppo di esperti è stato incaricato dal Governo di formare una Task force e ha lavorato tra la primavera e l´estate scorsa per cercare di capire come agevolare in Italia lo sviluppo e l´occupazione con nuove strade.
Un modello per la crescita nelle PMI
Una buona parte del lavoro, prezioso considerando che un anno fa il termine «StartUp» non era probabilmente mai stato pronunciato in Parlamento, è stato proprio definirle come: aziende detenute almeno al 51% da persone fisiche, con meno di 4 anni di vita, fatturato sotto ai 5 milioni di euro, non distribuiscono utili, si occupano dello sviluppo di prodotti o servizi innovativi, e si avvalgono di una contabilità trasparente.
Arriveranno anche innovazioni legislative che servono a far partire queste nuove aziende. In primis, una sburocratizzazione che permetterà la nascita di iSrl, ovvero società a responsabilità limitata innovative, che non avranno oneri per essere avvitate e gestite, nemmeno per essere iscritte al registro delle imprese.
Al di là dell´entusiasmo iniziale dovuto all´indubbio interesse mostrato attorno al tema da parte del Governo, anche se trascurato da buona parte della grande stampa nazionale, restano comunque un po´ di dubbi su come queste innovazioni verranno accolte nel mercato reale e concreto italiano. In primis, con che facilità avranno accesso al credito le Startup? Se il capitale sociale minimo sarà basso, come potranno il giorno due pagare commercialisti e affitto dei locali?
Sulle pagine di BresciaOggi si era già parlato di un´altra idea, un altro modello per lo sviluppo delle startup. Una soluzione poco costosa, descritta in un libro, breve e veloce, che si rivolge a imprenditori di generazioni differenti.
Città più vivibili grazie alla tecnologia. Sono passati cinque anni da quando per la prima volta nella storia la popolazione urbana delle città ha superato quella che abita nelle campagne. Questo traguardo sintetizza le sfide che gli amministratori degli agglomerati urbani dovranno affrontare nel prossimo periodo: progettare servizi e infrastrutture che riescano a gestire razionalmente tutte le necessità dei loro abitanti.
Per fortuna gli amministratori non saranno soli.
È sufficiente un´applicazione gratuita per Smartphone (DecoroUrbano) per segnalare strade dissestate, lampioni bruciati, atti di vandalismo o incuria.
Quanti soldi può risparmiare un Comune raccogliendo in maniera automatica queste segnalazioni?
Soldi risparmiati soprattutto nell´immagine percepita di un´amministrazione: i cittadini non passano più il loro tempo a lamentarsi di ciò che non va, ma contribuiscono a migliorare l’ambiente circostante.
ANCHE BRESCIA si candida a Smart City, città intelligente.
Tra pochi mesi sarà attiva la metropolitana che contribuirà alla mobilità sostenibile. L´economia si sta muovendo in settori come startup e internet che non erano tradizionali nel portafoglio locale, con dei buoni risultati. Anche l´Aib (Ass. Indutriali) sta ponendo l´attenzione ai settori emergenti.
La pubblica amministrazione abbassa il dialogo con i cittadini, lo rende più semplice. Assessori e consiglieri da tempo hanno aperto blog e pagine su social network. Ora anche gli uffici amministrativi stanno seguendo o li seguiranno. I rifiuti, l´ecologia, sono temi complessi che il territorio deve affrontare con capacità inclusiva. Se gli strumenti tecnologici permetteranno di aprire canali di dialogo, sarà anche quello un successo da annoverare nella visione di Smart City.
Gafforini: «Segnali positivi» Bruschi: «Qualche dubbio sul capitale delle nuove srl» Dattoli: «Bene, è a costo zero»
L´agenda digitale si farà. In attesa di vedere nero su bianco le misure di Digitalia, pensate dal governo Monti in materia di incentivi alle nuove iniziative aziendali innovative, anche Brescia si interroga e sembra promuovere – non senza qualche riserva – le idee che il ministro Corrado Passera sta cercando di concretizzare attraverso la task force al lavoro in questi mesi.
IN CITTÀ operano – con diversi modelli di business e a diverso titolo – tre realtà che fanno sostanzialmente da «incubatori» di nuove iniziative aziendali. Sono:
Talent Garden di Davide Dattoli, che parte dall´idea del coworking per creare sinergie operative e ospitare nuove idee
Officina Strategia, che opera nel mondo della consulenza aziendale e fa riferimento a Marco Gafforini per quanto riguarda le nuove idee imprenditoriali
Servizi internet, guidata da Raimondo Bruschi, che ha già all´attivo grazie ad una esperienza più che decennale una decina di brand attivi su internet e già in grado di creare lavoro e reddito nel tempo.
Intorno a loro si muove il web bresciano e non solo
Brescia è pronta
Sabato saranno sintonizzati certamente con San Stino di Livenza dove H-Farm, una delle realtà più vicine alla task force di Passera, presenterà ufficialmente alle 17.30 in piazza Goldoni quelli che saranno i contenuti del decreto.
PROPRIO I PASSI OPERATIVI sono l´aspetto che più interessa a Dattoli. «L´agenda è ferma, si sta muovendo Passera, ma aspetto l´operatività per dare giudizi» spiega, pur anticipando un giudizio complessivamente positivo: «Mi piace il fatto che ci sia un impegno a costo zero che tuttavia può generare valore, questo almeno da quanto è emerso fin qui».
ALCUNI PASSAGGI SPECIFICI convincono particolarmente Gafforini – alle prese in questi giorni con una nuova iniziativa nel mondo del wedding, dopo essersi interessato di organizzazione familiare e audioguide turistiche – in particolare: «Le misure relative ai contratti di lavoro, alla possibilità di usare equity per pagare chi collabora con la startup ed alle agevolazioni fiscali per chi investe.
L´importante poi sarà che l´applicazione di queste novità non sia appesantita da incombenze burocratiche tali da far desistere lo startupper, che dovrebbe concentrare i suoi sforzi nella creazione di un qualcosa di nuovo e rivoluzionario piuttosto che su pratiche burocratiche».
Ovviamente anche Gafforini lascia il giudizio sospeso fino alla parte esecutiva, anche se chiama tutti a raccolta evidenziando: « Ciò che manca e non può essere fatto per decreto è la creazione di quell´ecosistema virtuoso che riunisce startupper, università (non quelle imbalsamate che abbiamo, ma centri di ricerca in cui i professori sono i primi fautori dell´innovazione e favoriscono i contatti col mondo esterno) e investitori».
PARTE INVECE da un dato che non lo convince Bruschi, secondo cui: «La possibilità di aprire srl con un euro è una illusione, perchè si trascura il fatto che il capitale in una impresa è sempre assai importante». Per lui il valore è soprattutto in altri passaggi: «Mi interessano ad esempio le esenzioni Irap che rappresentano incentivi concreti e misurabili, ma per il resto non si può dire che ci siano passaggi negativi: il problema sarà quello di valutare le applicazioni».
In tema di posta certificata (il governo pensa ad un domicilio digitale obbligatorio per tutti i cittadini) ad esempio la sua società ha un sito attivo da tempo (guidapec.it) che spiega come creare e usare la posta certificata.
E lui stesso aveva contribuito all´elaborazione suggerendo una sorta di tutoring: aziende tradizionali sgravate di costi fiscali in cambio di ospitalità a nuovi creativi con una idea da realizzare. «Sarebbe un beneficio per tutti – conclude Bruschi – capace anche di fermare il problema giovanile della fuga di cervelli, mantenendo i migliori per rinnovare l´impresa italiana».
Mentre il caldo e il mese di Agosto, suggeriva a molti di usare mezzi di trasporto per raggiungere lidi vacanzieri:
http://www.faxtomail.it/ nell’attivare i suoi servizi, dedicava parte dei suoi ricavi per piantare nuovi alberi, che contribuiranno a ricostituire parte del danno causato all’ambiente.
Internet ha permesso la creazione di iniziative che hanno usato l’intelligenza collettiva di numerose persone per raggiungere obbiettivi prima impensabili. La più grande enciclopedia del mondo, Wikipedia.org, si basa sulla passione e il lavoro volontario di milioni di collaboratori che hanno apportato 20milioni di voci e 77 milioni di pagine (modificate 1 miliardo e 200 milioni di volte). Il numero degli utenti registrati all’inizio dell’anno era di 32 milioni di utenti.
Intelligenza collettiva
Quanto wikipedia.org ha fatto risparmiare alle imprese e all’economia mondiale?
Il suo impatto è incalcolabile, anche solo nella velocità di risparmio di tempo nel trovare informazioni che in alcuni campi (come quello scientifico e informatico) sono più accurate dell’Enciclopedia Britannica.
L’utilizzo dell’intelligenza collettiva si può usare anche a livello aziendale e non solo per progetti senza scopo di lucro.
Per farlo si possono lanciare dei concorsi di idee. Tipico esempio è il caso dell’industria del turismo, dove sono
molte le amministrazioni pubbliche che hanno lanciato concorsi di fotografie: si iscrivono decine di partecipanti
che fotografano gli angoli più belli del territorio, fotografie da riutilizzare per cataloghi, brochure, siti internet
e la comunicazione in generale.
Similmente, le aziende private possono provare a lanciare richieste di idee e affidare il lavoro a chi presenta quelle migliori. È un metodo ormai ampiamente diffuso nella pubblicità e nella comunicazione.
Il modello per funzionare deve offrire ai partecipanti qualcosa di valore:
non necessariamente economico, anche la sola possibilità di essersi messi in competizione (pur senza vincere) può essere uno stimolo sufficiente in molti settori. Il
per l’imprenditore è la possibilità di vagliare tra numerose alternative e scegliere quella che viene considerata più efficace.
Essendo l´Europa un mercato unico, è normale che le direttive europee relativamente al commercio vadano nella direzione di assicurare le stesse garanzie agli acquirenti in ogni Paese dell´Unione.
Recentemente la Corte di Giustizia si è espressa sulla protezione dei consumatori nei contratti a distanza (05/07/2012) e ha ribadito quello che era stato già sancito (e molto spesso trascurato).
In pratica ogni volta che un consumatore fa un acquisto a distanza, dovranno essergli fornite determinate informazioni: identità del fornitore e, in caso di contratti che prevedono il pagamento anticipato, indirizzo del fornitore; caratteristiche essenziali del bene o del servizio; prezzo del bene o del servizio, comprese tutte le tasse o imposte; eventuali spese di consegna; modalità di pagamento, consegna o esecuzione del contratto; esistenza del diritto di recesso.
La difficoltà principale, per tutti i venditori Ecommerce, sta nel modo in cui queste informazioni devono essere fornite: non è sufficiente metterle a disposizione attraverso un collegamento ipertestuale a un sito Internet dell´impresa interessata, ma devono essere ricevute dal consumatore su un supporto duraturo. Che non è il sito internet dell´impresa, modificabile in qualsiasi momento.
Da tempo esistono in Internet servizi che si occupano di rendere immodificabile il contenuto di un documento, certificando anche la data di creazione, ma nulla di abbastanza semplice per essere immediatamente fruibile ai venditori.
Nel giro di pochi giorni è nata quindi la versione di prova di un servizio che va a risolvere tutti i problemi di firma di un contratto a distanza, a cominciare dalla «fornitura su supporto durevole» delle condizioni di un contratto.
Si chiama linkok.eu ed è destinato a diventare lo standard del sistema.
Trasformare l´uso dei social network da parte dei propri dipendenti in un´occasione di promozione
Quando Internet è entrata nei nostri uffici, noi amministratori fin da subito ci siamo posti il problema di capire come usare questo strumento per la produttività senza offrire ai nostri dipendenti ottime scuse per perdere tempo.
La navigazione, è ovvio, può portare a enormi distrazioni. Oggi in un ufficio è molto difficile però stare senza la possibilità di navigare.
C´è chi ha deciso di chiudere del tutto l´accesso a determinati siti. Altri invece hanno trasformato l´uso dei social network da parte dei propri dipendenti in un´occasione di promozione aziendale.
In Servizi Internet abbiamo molti brand e servizi, quasi tutti molto noti nel panorama nazionale. Usiamo Facebook, Twitter, Youtube e altri canali come Google plus per raccontare la nostra vita quotidiana, cosa fanno i dipendenti, ci fotografiamo e mostriamo come le persone (Linkedin) siano il vero valore aggiunto in un´azienda come la nostra
Fin dall´inizio ci siamo posti un problema etico non da poco. Un conto è creare una pagina ufficiale di un´azienda e decidere chi la aggiorna. Ma come porsi nei confronti dei dipendenti che possiedono un loro profilo sui social network e di cui vorremmo avere i commenti, che diffondessero le notizie e le foto aziendali e che promuovessero le iniziative?
Abbiamo chiesto ai dipendenti di crearsi, oltre al profilo personale sui social network, uno aziendale. Chi non ha voluto, ha continuato a usare i social network con l´accortezza di essere politically correct nei confronti dell´azienda: gli chiediamo di fare “mi piace”, di commentare in senso positivo le nostre iniziative e caso mai non le condividesse di non dire nulla.
In questo modo sempre più persone , simili a noi, ci trovano sui social network e sanno che in azienda ci sono persone che ogni giorno lavorano, per gestire e mantenere i servizi.
Lettura riservata a chi si interessi di strategia aziendale e voglia guardare al suo futuro (nel settore dei servizi e per molti punti anche altri) Il resto e’ destinato a combattere con il quotidiano alla ricerca dello stipendio fisso, volente o nolente.
Guardare avanti con un’idea di sostenibilità globale.
Non creare gap artificiali.
Fare prodotti hackerabili in modo che l’utente possa trasformarli in qualcosa di perfetto per lui (es: l’iPhone con le app che lo hackerano continuamente).
Dimenticarsi del proprio vantaggio competitivo.
Trasformarsi in una piattaforma.
Co-disegnarsi per diventare l’impresa che le persone si aspettano.
Creare tribù, cioà trasformare i clienti in supporter e ambasciatori.
L´ecommerce è in aumento, in crescita del 18% sullo stesso trimestre preso in analisi nel 2012 rispetto al 2011.
Due sono i fattori principali che balzano agli occhi: la normale evoluzione nell´uso delle tecnologie, e la crisi che spinge le aziende a cercare opportunità in nuovi lidi ove trovare sbocchi commerciali. Non solo questo.
Come mai tanti e.commerce ora ?
Diverse iniziative commerciali hanno contribuito a convincere le aziende a puntare sull´on line, anche in settori che prima non erano stati interessati. I sistemi di scontistica (Groupon, Groupalia, tanti altri) hanno avuto un grande successo non appena sono nati anche perché hanno fornito per la prima volta la possibilità di vendere non solo prodotti, ma anche servizi: l´impatto dell´ecommerce è quindi cresciuto notevolmente. Anche settori come quello medicale sono stati coinvolti dal sistema di scontistica: gli utenti finali non viaggiano più nei paesi dell´Est per cercare un dentista a buon mercato, ma si comprano i buoni sconto da condividere con gli amici per avere i denti più bianchi o addirittura impianti dentali in titanio. Una forma di pubblicità in cui il dentista preferisce vendere i buoni sconti anziché acquistare pubblicità sulle vecchie pagine gialle. Il cliente tornerà, a prezzo pieno, la prossima volta. Le barriere all´ingresso crollano, nuovi soggetti entrano più facilmente nel mercato.
I coupon consentono di farsi conoscere a un pubblico vasto, con costi contatto o di acquisizione contenuti, per poi proporsi a un pubblico più consapevole del valore sia del prodotto che del fornitore. L´ecommerce è una scelta che permette di acquisire nuovi clienti a cui destinare una comunicazione mirata, profilata in base agli interessi del consumatore, economica quanto una email, in modo da risparmiare sui costi di gestione e determinare eventualmente prezzi più accessibili.