VIDDY, il successo d’uso erotico, candida a prossima cessione milionaria

Un conoscente mi segnala che cercando VIDDY in google, risulto tra le loro referenze (sembro una loro pagina) vedi immagine:


Poco sotto noto che la mia scelta di utilizzarlo e’ stata una preferenza anche di molti VIP

VIDDY e’ facile da usare, aggiunge ai filmati molti effetti e facilmente si pubblico ciò che si filma nei vari social network, la limitazione a 15 secondi è pure stimolante.

“Stimolante” sembra un termine bandito in casa VIDDY ultimamente.
Forse il riscontro di successo, è la premessa per quanto sta accadendo a VIDDY, vistosi costretto ad attivare segnalazioni dagli utenti per rimuovere un uso massiccio di auto riprese pornografiche.
Al punto che si e’ parlato di una possibile sospensione di poter essere scaricato dall’app store di Apple per l’uso su Iphone/ipad

Tutti segnali che sono una forte occasione di pubblicità e visibilità per questa soluzione, tutte premesse per rientrare negli interessi di Facebook alla ricerca di startup che acquisite possano minacciare i successi del nemico Google, come Youtube nel segmento di mercato dei filmati.

Analogamente a quanto accaduto poche settimane a Instagram che, reinventato un mercato come altri, veniva acquisito da Facebook per 1 milione di euro.

A questo punto una royalties è dovuta, per la promozione che in Google ottiene, involontariamente, usando il mio nome e cognome o i contenuti filmati, come proprie pagine 🙂

Tra mito e realta’ – E’ nato un nuovo Eldorado ?

Bresciaoggi – lunedì 02 aprile 2012 – INTERNET – Pagina 20

Tra mito e realtà – È nato un nuovo Eldorado ?

Raimondo Bruschi
www.servizi-internet.eu

Bresciaoggi – lunedì 02 aprile 2012 – INTERNET – Pagina 20
Tra mito e realta’ – E’ nato un nuovo Eldorado

Startup è un termine recente che grazie a gruppi facebook, pubblicazioni, eventi, giornali è diventato sinonimo di un nuovo eldorado economico, oggetto delle ambizioni tra i giovani. Il neologismo da sempre, ma in forma nuova, risponde all´ambizione di costruire una nuova attività, che possa essere un´opportunità di guadagno. Usato a volte a sproposito, nell´accezione corretta sarebbe una idea fortemente innovativa di natura tecnologica, in grado di trovare un riscontro economico veloce e significativo, ma che richiede investimenti multipli (round) non alla portata personale che se realizzata porterebbe i suo ideatori (founder) ad una cessione a terzi (exit) in pochi anni milionaria.
Fino a qua nulla di strano: da sempre un invenzione geniale gode di fattori moltiplicatori, di diffusione e tale portata, da rendere ricchi gli ideatori ed i finanziatori. Sull´onda! di questa tendenza, si sono moltiplicati eventi ed aspettative dedicati alle startup.
Chi punta quindi sulle startup? Principalmente gli investitori che provano a compensare la perdite finanziarie, quindi i giovani ambiziosi che cercano di sfuggire al precariato, ma anche i governi alla ricerca di nuovi elementi di crescita.
In varie città (Venezia, Milano, Roma, Torino, Brescia e settimana scorsa a Trento) nel weekend si riuniscono moderni inventori tecnologici (in genere giovani) insieme ad imprenditori o investitori (mentor). I primi presentano idee che dal venerdi sera alla domenica pomeriggio vengono sviluppate con l´obiettivo di costruire una migliore esposizione del progetto ad una giuria che la domenica sera determina i tre preferiti che avranno il beneficio della ribalta, ma anche buoni contatti per un auspicato veloce decollo professionale ed aziendale.

 

Zuckerberg con Facebook cambia tendenze scolastiche e ambizioni

Dalla lettura di un articolo


in rete nella versione in lingua originale o tradotta malamente da google in Italiano emerge la possibile tendenza della disillusione di perseguire un titolo di Laurea o il valore di alcuni istituti, per precludere un certo futuro verso alcune mete che sono state l’obbiettivo di molta cultura che conosciamo.

– Posted using BlogPress from my iPad

Mi domando sempre perche’ le compagnie di carburante non noleggino l’auto facendola pagare in benzina consumata:

Ma a forza di telefoni cellulari regalati a canone compreso, per avere nuovi utenti telefonici, ora:

“Gli operatori telefonici temono il potere crescente dei produttori di sistemi operativi”

http://www.ispazio.net/296500/gli-operatori-telefonici-temono-il-potere-crescente-dei-produttori-di-sistemi-operativi

 

I numeri della rete a Settembre 2011

dati Audiweb: 27 milioni di utenti in Italia che hanno navigato almeno una volta da PC nello scorso mese di settembre (+12% sull’anno precedente)e 35,4 milioni di italiani che beneficiano di un collegamento internet, ovvero il 74% della popolazione tra 11 e 74 anni (+7,3% sul 2010), mentre sono 9,3 milioni i nostri connazionali che dichiarano di avere un cellulare con connessione internet (+74% in un anno). E nel mondo sono 800 milioni gli iscritti a Facebook (18 milioni in Italia, di cui 274 mila in Emilia Romagna), 200 milioni (1,5 milioni in Italia) su Twitter e 100 milioni su LinkedIn (1,7 milioni gli italiani)

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1 giorno in 1 minuto

Abbiamo finalmente finito il trasloco nella sede nuova. E’ sempre triste lasciare i posti dove hai vissuto tanti momenti ed eventi, che ti rimarranno nel cuore. Chiudere la porta con la soddisfazione di aprirne una nuova , piu’ grande, spaziosa, piena di luce e’ un momento che ti da la misura che quanto hai fatto e’ la misura di un tuo successo, seduto nel nuovo guardi al futuro con l’orgoglio di voler affrontare quello che verra’.

Cercasi maggiore banda disponibile, ma forse non solo in fibra.

A prescidere, che personalmente non sia d’accordo con chi paventa la “sola posa di fibra” (ancoraggio storico all’HW) ma concorde nell’opportunita’ della disponibilita’ di maggiore banda trasmissiva dell’utente, segnalo due link quali spunto di riflessione. Che per sintesi sono esaustivi del rispondere ai presupposti delle ragioni di performance (primo link = maggiore uso o saturazione della conessione mobile) strettamente legate alla potenziale crescita economia che deriverebbe all’azienda italia (secondo link = rapporto sul pil).

Giustificando cosi l’attenzione da porsi ed evidenziando il disinsiteresse pervasivo o l’arrettratezza ed ottusita’ ad interventi d’investimento, che operatori (spesso schiavi anche delle scelte di governo) dovrebbero meglio soddisfare:

http://daily.wired.it/blog/banda_stretta/banda-larga-mobile-germania-e-stati-uniti-ci-hanno-superato.html

http://www.marketingreloaded.com/index.php/12/giuliano-noci-parla-di-banda-larga-al-tg1/

Per una riflessione piu esplicita’, rivendicare la posa di fibra per l’ultimo miglio, in un territorio come quello italiano e con vincoli di una scelta sepre e solo legata a soluzioni hardware e’ un assurdo. Al pari del pretendere di risolvere con le chiavette tutto il problema (la resa della velocita’ della trasmissione dati dai cellulari sta scadendo nei centri urbani) evidenza la necessita’ di un protocollo trasmissivo piu’ potente (il long term evolution) per la connessione prossimale all’utente.

Per cui collegare in fibra la rete dei “punti di erogazione” va benissimo (non all’utente finale, forse va bene ai grattaceli o grandi agglomerati di appartamenti in casermoni)
Punti di erogazione che poi colleghino l’utente via etere (in Lte) per la prossimita’ della propria abitazione va benissimo.

Senza dover scavare fino al tombino di ogni casa (dove spesso sta una vecchietta) per portarla anche a chi non l’utilizzi (ne abbiamo esempio storico a Brescia e Padova con il progetto “Socrate” , che porta un cavo, ormai di vecchia tecnologia inutilizzabile, a casa di ogni cittadino che non e’ servito a nulla)