Twitter e Facebook: come influenzano comportamenti online e nel mondo fisico

Interessante articolo preso da http://www.clubdeimediasociali.it/2009/11/twitter-e-facebook-come-influenzano-comportamenti-online-e-nel-mondo-fisico/ che sotto riporto :

Quanto Twitter influenza le scelte del pubblico? Una ricerca condotta da Performics e ROI Research ha analizzato il comportamento online di 3.000 persone iscritte al sito di microblogging: la metà dei partecipanti allo studio si è informata su un brand attraverso un motore di ricerca in seguito ai consigli di una persona seguita su Twitter (via Brian Solis). Il passaparola online, insomma, ha aspetti simili ai consigli offerti da amici e colleghi. A muoverli è il desiderio di capire qualcosa in più. Il 44% delle persone ascoltate, inoltre, ha dichiarato di aver condiviso informazioni su un marchio all’interno della propria rete sociale online.
Ma come sono usati i social network in Italia? Di recente il Censis ha pubblicato una ricerca sul loro utilizzo: Messenger, Facebook e Twitter sono i più utilizzati per scambiarsi pettegolezzi. Perché le persone si iscrivono su Facebook? Conservare i contatti con gli amici resta il principale motivo per entrare nella rete sociale online fondata da Mark Zuckerberg: lo hanno indicato il 78% delle persone. Al secondo posto, ritrovare ex compagni di scuola e colleghi (57%). La maggior parte degli iscritti preferisce accedere al sito nelle ore serali (68%).
Cosa fanno le persone su Facebook? Leggono i messaggi nelle bacheche degli amici (41,2%), inviano comunicazioni personali (40,5%), chattano con le altre persone in linea (35,7%). Dato molto significativo: il 10% degli intervistati ha preso parte a eventi che ha scoperto attraverso Facebook, dagli spettacoli alle manifestazioni politiche.
Una recente conferenza ha esplorato le prospettive dei social media nei prossimi anni, cercando di comprendere quali tendenze possono emergere dalla convergenza delle attività sui social network, microblog e blog. Webmetrics Guru, per esempio, ricorda le previsioni di Forrester Research: l’ “Era del social context” inizierà l’anno prossimo per raggiungere la maturità nel 2012. Il mondo dei media sociali sarà integrato con l’analisi del comportamento degli utenti in rete: sistemi di web analytics, crm (customer relationship management), search query data. A cambiare sarà anche il vocabolario con l’arrivo di parole nuove per il dizionario.
Per capire un mondo in rapida evoluzione, infatti, è necessario analizzare le dinamiche anche con un lessico diverso. Jason Falls di Social media explorer propone di considerare quattro aree per una social media strategy di successo: brand intelligence, consumer insights, community behaviour, tools&platforms. La brand intelligence è la capacità di raccogliere e valutare informazioni su un marchio disponibili pubblicamente. L’espressione consumer insights è definita da Jason Falls come “la combinazione di audience research, creazione di profili e vari grafici”. L’aspetto più legato allo sviluppo dei social media è l’osservazione dei community behaviour: come le persone condividono informazioni online e comunicano su internet.

Presenza in Smau

E stata dura ma si e’ rivelata anche quest’anno vincente la presenza allo SMAU con un nostro Stand.

Ha portato circa 100 contatti utili e produttivi per i singoli brand aziendali e piu’ di 500 da sviluppare e tenere contattati. A cui segnalare periodicamente le nostre nuove soluzioni oltre a quelle esistenti:

ancara.net, comprapec.it, clicksoft.it, eudom.eu, faxtomail.it, formail.it, gespec.it, guidapec.it, hostingcenter.it, mail2nd.it, quasigratis.it, REGdom.it, registrailtuomarchio.it, sendfax.it, servrent.it, viruspam.it, webftp.it, WEBtoSMS.it

in Facebook http://www.facebook.com/pages/Brescia-Italy/Servizi-Internet/103941565082

Per chi non ha avuto modo di vivere quei giorni i Pisa tutti gli interventi filmati

Mitica la nota di Rodota’ della ragazza minorenne nera del ghetto americano a cui garantire l’anonimato per poter non essere emargina in un mondo che credere di ascolare un ragazzo bianco del piu’ illustre istituto scolastico inglese.

http://www.igf-italia.it/index.php/igf-italia09/documentazione-igf09

Intervento del Prof. Giuliano Noci del 17/06/2009 – La pubblicita` e` servita

Un mix di creatività, marketing e new media, senza aggiunta di edulcoranti

http://www.marketingreloaded.com/site/
Convegno organizzato dalla School of Management del Politecnico di Milano.
Per analizzare il mondo dell’advertising nell’era dell’ipercomunicazione e dell’interazione:

gli ostacoli, le opportunità, i cambiamenti.

Cosa c’entrano i blog con le intercettazioni ?

Ho trovato interessante questo articolo e lo ripubblico interamente:

Siamo nuovamente di fronte ad un provvedimento legislativo che va ad impattare sul mezzo di comunicazione Internet, senza tenere conto della sua specificità.

Stiamo parlando del comma 28 dell’articolo 1 del disegno di legge a proposito delle “Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali”, su cui il Governo ha posto ieri la questione di fiducia.

Questa norma mira ad estendere anche ai “siti informatici” le procedure di rettifica delle informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione dei soggetti coinvolti, finora applicate ai mezzi di informazione tradizionali”. In pratica un blogger amatoriale viene equiparato come responsabilità al direttore responsabile di un qualsiasi quotidiano nazionale…
L’utilizzo dell’espressione generica “siti informatici” è molto preoccupante, in quanto sembra comprendere sia tutti coloro che producono contenuti, siano essi operatori professionali (ad esempio, la testate giornalistiche online) o semplici utenti (ad esempio, i blogger amatoriali), sia le piattaforme che ospitano questi contenuti, come ad esempio i motori di ricerca, le piattaforme di contenuti creati dagli utenti come YouTube ed i social network come Facebook.

Ai gestori di siti, pagine web e blog amatoriali non dovrebbero essere richiesti adempimenti propri dei mezzi di informazione professionali e quindi sproporzionati rispetto ad attività di tipo amatoriale o comunque non lucrative.

Tra l’altro qualche settimana fa la Commissione Trasporti e Comunicazioni della Camera aveva approvato un ordine del giorno sul disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche e telematiche in cui si sottolineavano chiaramente le criticità legate al riferimento generico ai “siti informatici” e si suggeriva che l’obbligo di rettifica riguardasse solamente i giornali e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione, escludendone quindi i gestori di siti amatoriali (lo stesso Sottosegretario Romani ha data il proprio consenso a questo approccio). Purtroppo nel testo presentato ieri alla Camera e su cui è stata posta la fiducia non stati integrati questi suggerimenti.

È sullo stesso concetto che si fonda il progetto di legge degli Onorevoli Roberto Cassinelli e Antonio Palmieri, recante “Modifiche all’articolo 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62, in materia di definizione e disciplina del prodotto editoriale”, volto a far sì che “coloro i quali sfruttano la rete Internet per esprimere le proprie idee, attraverso, per esempio, i blog, possano utilizzare liberamente le moderne tecnologie, sempre nel rispetto delle leggi, senza però essere soffocati da inutili, e talvolta inopportuni, vincoli burocratici.”

La strada che porta all’affermazione della specificità della Rete e dei diritti dei navigatori è ancora molto lunga.

Scritto da: Marco Pancini, European Policy Counsel
http://googleitalia.blogspot.com/2009/06/cosa-centrano-i-blog-con-le.html

Una verita’ scomoda da raccontare – per gli addetti ai lavori

Date: Sun, 07 Jun 2009 19:31:20 +0200
To: ita-pe@nic.it
From: Raimondo Bruschi
Subject: Un verita’ scomoda da raccontare
Cc: mnttomnt@nic.it

Un intero sistema fa acqua.

Solo le dita di un palmo hanno fatto i test del sincrono.
Di questi solo pochi sarebbero in grado di partire avendo sviluppato i sistemi per intero.
Questi sono i piu’ cosci che si farebbe poca strada, perche’ vi sono molti buchi e voragini.

A tutti fa comodo rimandare, anche a chi e’ deluso dell’intero impianto.
A chi teme che cancellato l’asincrono dove gli stranieri possano aver maggior mordete.
A chi si e’ reso conto che mantenerla e’ la ragione del proprio margine con il cliente.

Si rimanda abilmente, chiedendo il parere alle associazioni di categoria
che correttamente daranno parere positivo, nel buonismo che tutti si attivino
e soprattutto per far guadagnare il tempo non investito ai propri soci.

Parere che verra’ usato per giustificarsi
nei confronti di chi sollevera l’ennesima evidenza di inefficienza.

Si potra’ sostenere:
E’ il mercato che voleva il sincrono,
che oggi chiede dilazione di tempo,
che ne teme l’introduzione.

Ad oggi il risultato e’ il trasporto di un sistema garante nella storia,
ma resosi gia’ obsoleto da tempo, di cui:
non si e’ padri e di i cui figli sono stati cattivi gestori,
dove gli operatori tirano la giacca ai genitori per farne tutti parte.

In questa fase, sventato il pericolo
ed il modo tutto italiano in cui e’ stato gestito,
sarebbe opportuno evidenziare i punti non innovativi del sistema,
le falle e le inefficienze strutturale e di contesto emerse
motivo e ragione del rimando d’avvio che verra’ introdotto.

Speriamo che la politica non lo capisca
e non intervenga a difesa dell’utenza e del progresso
per fagocitare il tutto in una veste
che d’interesse collettivo avrebbe ben poco.

Anche per questo motivo
pochi avranno il coraggio di dirlo e nessuno di farlo
essendo tutti cosci del pericolo che corrono
complici di un sistema da cui ne devo trarre vantaggio.


Saluti !

raimondo@bruschi.com @ Servizi Internet Srl – IT Company SINCE 1996
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Intervento PEC e Dintorni – Raimondo Bruschi a Domain Show 2009

Ho avuto l’opportunita’ di un intervento sulla Posta Elettronica Certificata in un contesto dove erano presenti operatori di settore della registrazione dei nomi a dominio, il Domainshow 2009, organizzato dalla AssoTLD.it e Sedo

Grazie al lavoro svolto con la redazione di http://www.guidapec.it,
da dove sono stati tratti tutti i contenuti del mio intervento:

in attesa che capisca come farlo avviare direttamente, per vedere intervento premere il link :

Les Cigales Discoteque

2 spezzoni di 32 minuti (30 Mb) unici !

della discoteca Les Cigales di Bedizzole Brescia tra il 1979 e 1981.

Sicuramente un periodo particolare della musica disco.

Per chi l’ha vissuto e’ quello delle Citroen: 2cv o Dyane o del mitico DS Pallas (lo squalo) con casse dello stereo da casa come impianto in auto, luci rosse interne.

La musica degli sballoni o baiosi dell’ uomo con la chitarra sul cofano posteriore !

Dati che certificano la frattura generazionale

In Italia siamo in 47.16 milioni( da 11 a 75 anni). Sopra i 40 anni siamo il 50 % del totale.

Che usano Internet 27,35 milioni, pari al 58% della popolazione.

Popolazione internet (fascia anni e percentuale):
11-17 78% 18-34 73% 35-54 65% 55-75 30%

Il dato che emergere e’ che:

I giovani sono proprio una cosa a parte rispetto al resto della societa’.

Faremo tanti soldi!

http://www.marketingroutes.com/2007/03/17/faremo-tanti-soldi/

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Da oltre dieci anni vengo avvicinato di continuo da strani personaggi che sono convinti di essere furbi, di avere avuto l’idea vincente e che mi chiedono di intraprendere una qualche attività con loro, perché, dicono, “c’è da fare i soldi”. Parlo, ovviamente, della realizzazione di un progetto per il web.
Non frequento gente di malaffare, sia chiaro! Quelli che definisco “strani personaggi”, a volte, sono pure colleghi, amici, parenti.

C’è quello che mi chiede di realizzare gratuitamente un sito di ricette; idea certamente rivoluzionaria, nessuno ci aveva pensato prima! Tanto poi i soldi li facciamo, non sa neanche lui come, ma li facciamo. E si divide! Sicuro, si divide esattamente a metà come nelle migliori società… Io ci penso e ragiono per qualche secondo, anche tralasciando il fatto che il progetto fa acqua da tutte le parti pervengo comunque a questa conclusione: io mi accollo tutta la progettazione del sito, la realizzazione e la messa on line e tu hai la faccia tosta di chiedermi di dividere a metà? In questi casi amo citare Totò: “Ma mi faccia il piacere!”

Anni fa un altro episodio divertente. Un tizio mi chiama, non so come sia entrato in possesso del mio c.v., e mi convince in qualche modo ad incontrarlo a casa sua per un’offerta di lavoro. Non so il perché, ma ho accettato. Mi presento e dice qualcosa del tipo: “Ho bisogno di un amico che mi realizzi un sito, un portale turistico, faremo un sacco di soldi”. Un altro con l’idea geniale! Un portale turistico su Venezia, fantastico, non ci ha ancora pensato nessuno. Continuava, poi, ad utilizzare il termine “lavorare in amicizia”, eppure era la prima volta che lo vedevo. Ovviamente l’ho rispettosamente salutato e ho declinato…un così allettante invito.

Chiudo, infine, con la recente richiesta dell’amico di un mio parente che ha la pretesa di farmi posizionare, per la chiave appartamento Venezia, una pagina html composta da due righe di testo e da una foto. Questa però è una persona onesta! È disposto a pagarmi sino a 50 euro!

E poi ci sono i clienti, quelli veri, non i cialtroni di cui vi ho parlato in precedenza. Clienti che non hanno la minima idea di quello che puoi realizzare per loro, che non si impegnano a capire la portata di un investimento nel web, né ti ascoltano quando cerchi di spiegarglielo. E, nonostante questo, si permettono di definire unilateralmente il prezzo di quello che gli stai proponendo. Che so, mi è stato richiesto un cms, usabile e posizionato per chiavi competitive a meno di 500 euro, perché l’amico imprenditore, tramite il cugino del fratello del nipote della zia del figlio della centralinista, ha speso una cifra simile.

Sorrido ricordando questi episodi e ce ne sarebbero molti altri da raccontare… Poi però continuo a pensarci e mi prende il malumore e quindi, non si potrebbe dire, lo so, ma lo faccio lo stesso: mi incazzo di brutto!

Possibile che queste persone siano così stolte da pensare che bastano due righe di codice e un’idea che sa di rancido “per fare i soldi”? Possibile che non si rendano conto che fare del buon web costa denaro e sangue? Possibile che non si rendano conto che tra la massa di cugini e fratelli dell’amico che sa “programmare i siti” esistono anche dei professionisti che hanno studiato per decenni e che devono essere remunerati come per qualsiasi attività altamente specialistica?

Non riesco a credere che un’attività così moderna, così tecnologicamente avanzata debba essere sempre sminuita e sottovalutata dalla maggior parte delle persone che ci circondano.

Il WEB è cosa seria! Sono necessari investimenti adeguati per ottenere dei risultati in termini di appeal, immagine e vendite. In questo mondo non è possibile improvvisare, neppure convertirsi, se non dopo un lasso di tempo di studio adeguato.

Io sono un professionista! Altrettanto lo siete voi che state leggendo o, perlomeno, molti tra voi. Ho passato degli anni a studiare come realizzare un buon prodotto per il web e continuo a farlo, ogni santo giorno. Non ho la presunzione di essere in grado di creare qualcosa di realmente nuovo o innovativo, ma ci metto l’anima e continuo ad ottenere, sino ad ora, risultati almeno soddisfacenti. Non credo di essere inferiore quanto a preparazione e specializzazione ad un avvocato, ad un commercialista, ad un giornalista o ad un dottore. Possibile che ogniqualvolta parlo del mio lavoro vengo guardato con gli occhi sgranati quasi fossi un alieno? A volte rinuncio a spiegare la mia professione e mi definisco, più semplicemente, un consulente informatico: “quello che aggiusta i computer”, così evito discussioni sterili.

Eppure a volte le cose vanno esattamente come devono. Riesco a convincere il potenziale cliente ad investire una cifra adeguata per il progetto; ad ottenere quel minimo di collaborazione che ti permette di individuare le esigenze dell’azienda, il mercato, i competitor. Ne nasce sempre qualcosa di positivo, sempre! Quando vengono rispettati certi principi e certi parametri il cliente ti chiama e ti ringrazia, perché il lavoro effettuato ha creato del valore aggiunto alla sua attività.
Il sito o l’applicazione web che hai realizzato ha ridotto e/o semplificato la mole di lavoro, oppure ha aumentato le vendite o, ancora, ha permesso di fare conoscere prodotti in mercati sino ad ora inesplorati.

Il web funziona se fatto cum grano salis! Mettetevelo nella zucca una buona volta, voi ignoranti in materia!

Scritto da Enrico Ladogana – March 17th, 2007

Tutti i “servizi prodotti” quelli che noi chiamiamo BRAND aziendali

Vistita questi siti , troverai qualcosa di interessante:
www.ancara.net, www.comprapec.it, www.eudom.eu, www.faxtomail.it, www.formail.it, www.gespec.it, www.keyla.it, www.mail2nd.it, www.quasigratis.it, www.pectofax.it, www.regdom.it, www.registrailtuomarchio.it, www.sendfax.it, www.viruspam.it, www.webftp.it
Una iniziativa editoriale supportata: www.GuidaPEC.it

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partecipate: Gestione PEC srl http://www.gespec.it
Elaborazioni Digitali Srl http://www.elaborazionidigitali.it
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Confartigianato, Piccola Media Impresa, Confindustria